Come si mette un link su Instagram?

Vuoi condividere un link su Instagram, ma hai meno di 10.000 follower e quindi non puoi far swippare la gente nelle stories? Dai, te la risolvo facile.

10.000 followers si raggiungono solo con la pazienza e il tempo (oppure con i bot e i pod, ma te lo sconsiglio), nel frattempo puoi usare uno stratagemma per condividere i tuoi link.

Il segreto è – rullo di tamburi – LINKTREE! Aprilo qui.

Comodissimo e facile da usare, la schermata è talmente tanto intuitiva che se mi mettessi a spiegarvi l’utilizzo passo passo probabilmente mi sentirei un’idiota. Vado quindi per sommi capi, alle brutte mi scrivete per delucidazioni.

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Ecco la schermata: basta cliccare sign up with instagram e ci si registra, successivamente viene creato un link da inserire nella propria bio, in modo tale che diventi cliccabile. Io l’ho messo così:

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Quel link, dentro il riquadro rosso, riporta alla schermata in cui compaiono tutti i link che volete inserire. Come si inseriscono? Sempre dal pc, sempre dalla schermata che vi compare dopo l’iscrizione. Ecco qui.

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Linktree è uno strumento semplicissimo, veloce e funzionale

Potete scegliere il titolo, il colore dello sfondo della schermata e se attivare, eliminare o modificare il link. Insomma, da qui avete il controllo della landing page del link che avete inserito nella bio. Tutto chiaro? Il programmino, nella sua versione free, vi dice anche quanti click sono stati fatti da Instagram sul vostro link. Così potete monitorare quanto sia effettivamente performante, no? A me questa cosa piace moltissimo.

Come risulterà la schermata finale?

Esattamente come la vedete nello stamp precedente, nella preview alla vostra destra.

Schermata 2018-08-09 alle 14.11.35Sarà molto semplice per i vostri follower, davvero! Certo, swippare nelle storie è una cosa molto figa, ma è un privilegio di chi raggiunge certi numeri.

Nel frattempo potete fare come me! Che ve ne pare? Ho risolto almeno un pochino il vostro problema? Fatemi sapere come vi trovate, io personalmente lo adoro! 

 

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Cosa guardiamo stasera su Netflix? L’altra Grace

Ecco, abbiamo scritto il titolo super SEO friendly, adesso possiamo parlare di una miniserie bellissima assolutamente da guardare (sì, su Netflix): L’altra Grace.

La trama ce la sbrighiamo semplice

Una giovane donna viene arrestata dopo esser stata accusata dell’omicidio dei suoi padroni. La ragazza proclama innocente e porta avanti la sua tesi nonostante le prove siano completamente contro di lei.

La serie si basa sul romanzo di Margaret Atwood, ispirato a sua volta a una storia vera ed è questo il bello per quanto mi riguarda. Non ho letto il libro della Atwood, ma il titolo è identico ed è facilmente trovabile su amazon: vi lascio il link qui.

Immagino vogliate sapere perché mi è piaciuta e perché io ve la stia consigliando. E va bene.

Tre motivi per godersi L’altra Grace

  • L’altra Grace è una miniserie auto conclusiva. Gli episodi durano circa 50 minuti l’uno e una volta arrivati alla fine … è finita. Insomma, niente lunghe attese estenuanti e folli ricerche di indizi per una nuova stagione su google. La storia ha un inizio e una sacrosanta fine e questo è uno dei primi punti a favore.
  • I costumi sono bellissimi, così come sono una meraviglia i colori che accompagnano tutti gli episodi. C’è dell’antico persino nella luce che entra dalle finestre e questa illumina i corpi in un modo stupendo. Credo che tutta sta menata si chiami “fotografia“, ma di solito è Fidanzato Claudio che si occupa di recensire ed è lui che conosce i termini corretti. Amen, spero abbiate capito.
  • Adoro l’anima mistery di questa miniserie: fino alla fine si viaggia tra la razionalità degli eventi e lo sguardo ammaliante di Grace. Uno sguardo carico d’erotismo e passione, costretto da una cuffietta per i capelli in un corpicino casto e innocente. Il contrasto tra ciò che Grace racconta e la violenza dei fatti è qualcosa di sublime.
  • Mi piace la linea cronologica scelta per la narrazione dei fatti. Grace racconta tutta la storia che l’ha portata a essere arrestata con l’accusa di omicidio, lei infatti si trova a far da serva in casa di filantropi che credono nella sua innocenza. Un uomo di formazione psichiatrica si occupa di lei, dovendo far attenzione a non cedere all’attrazione. Che non ce lo metti un po’ di transfert? Eddai, ci sta bene!

Un’altra bella trovata firmata Netflix, comunque.

Pollice su. Fatemi sapere cosa ne pensate! Qualcuno ha letto il libro?

Eclissi totale di Luna, conosciamo meglio l’astrofila Selene Dall’Olio

L’incontro con Selene Dall’Olio è stato decisamente casuale, bazzicavamo entrambe in un gruppo di Facebook dove lei, ad un certo punto, aveva raccontato di questa sua passione e dell’attività che svolgeva con l’associazione Reating. Al tempo cercai di organizzarmi per presenziare a un suo evento, ma è stato un inverno davvero sfortunato (zampe che si rompono, imprevisti economici e via dicendo) così non abbiamo mai organizzato l’avventura che io e Fidanzato Claudio volevamo affrontare con questa astrofila. Ebbene, finalmente il momento è arrivato e non vediamo l’ora di tuffarci insieme a lei alla scoperta dell’eclissi totale di Luna di cui si parla tanto (e si straparla purtroppo) su tutti i social media possibili immaginabili (e non solo). Per informazioni sull’evento potete cliccare qui, ma è già tutto sold out quindi – nel caso  potete solo inserirvi nella lista d’attesa e sperare che qualcuno rinunci.

Per prepararci l’abbiamo intervistata, anche per conoscerla meglio. Mancano pochi giorni all’evento e non stiamo nella pelle! Abbiamo già lo zainetto delle avventure in spalla, belli pronti a essere sparati nel cielo tra le stelle. Inutile dire che per convincere Fidanzato Claudio è bastato dire che erano presenti ben due telescopi per osservare il movimento dei corpi celesti, ci vorrà un atto di forza per scollarlo da quegli affari e lasciare il posto anche agli altri partecipanti. Io non ho mai guardato dentro a un telescopio e oramai sono giorni che mi faccio dei film assurdi su come sarà quest’esperienza: che volete farci, mi emoziono.

Schermata 2018-07-24 alle 16.44.17.pngCosa ci farai vedere esattamente il 27 luglio? 

Un’eclissi di Luna totale. Totale, perché l’intera superficie del disco lunare sarà oscurata dal cono d’ombra proiettato dalla Terra che si troverà fra il Sole e il nostro satellite naturale.
Sarà un’eclissi speciale, molto lunga (103 minuti solo di totalità”) per due motivi: il primo è che la Luna si trova all’apogeo, ovvero nel punto dell’orbita più lontano dalla Terra; il secondo perché la Luna si troverà quasi perfettamente al centro del cono d’ombra, sfruttandolo per intero. Nello stesso momento osserveremo il pianeta Marte in Grande Opposizione. Molto semplicemente: prendendo come punti di riferimento la Terra, il pianeta Marte si troverà nella posizione opposta rispetto al Sole, rendendolo particolarmente brillante. Inoltre Marte si troverà al perielio, ovvero  nel punto della sua orbita più vicino al Sole, fattore che lo renderà ancora più luminoso.

Perché hai scelto come location il Parco degli Acquedotti? 

Perché ho voluto trovare uno spazio aperto ma allo stesso tempo suggestivo per far vivere ai partecipanti l’eclissi “del secolo” nella maniera più emozionale possibile.

Qual è la tua “missione personale”?

Mantenere i neuroni attivi e piantare semini di curiosità in chi ha voglia di ascoltarmi per aprire quanto più spazio mentale possibile al pensiero scientifico.

Quando è nata la passione per l’astronomia?

Da bambina, quando mio fratello mi fece dono di un piccolo libretto che conteneva informazioni sugli oggetti dello spazio e cartine astronomiche. Passavo le notti estive sul balcone, in attesa che sorgessero le stelle più luminose per riconoscerle sulle mappe del cielo. L’ho ripresa poi molto più avanti con gli anni, a seguito di un periodo di inattività lavorativa, per crearmi un hobby che poi è diventata, appunto, una missione oltre che una passione. Mi sono messa in gioco, ho sperimentato e mi sono buttata. Sembra funzionare.

Che studi hai fatto?

Sono un addetto agli uffici turistici, ma non ho mai sfruttato il diploma.
Allo scopo di perseguire la mia passione per l’astronomia ho frequentato la Scuola di Astronomia dell’Associazione Tuscolana di Astronomia, che mi ha poi consentito di diventare divulgatrice scientifica (o science speaker come va tanto di moda adesso)

Che lavoro fai adesso?

Sono disoccupata da qualche anno.

Ultima domanda, scema ma divertente, tu credi nell’astrologia? Perché? 

Ovviamente no, poiché l’unica influenza che esercitano gli astri sull’essere umano è la forza di gravità! Ma se vuoi, posso darti la spiegazione scientifica!

Che dire, le chiederemo la spiegazione scientifica quando la conosceremo di persona e chissà quali altre domande assurde ci verranno in mente … tipo: siamo soli nell’universo oppure ci ignorano volontariamente? 

Questo e molto alto rimanendo sintonizzati venerdì 27 luglio dalle ore 19 sui nostri canali social, in particolar modo – molto probabilmente – sulle nostre Instagram Stories.

Siete pronti? 

Parco Natura Viva: il giardino zoologico a due passi da Verona

Finalmente Fidanzato Claudio ha abbandonato – almeno parzialmente – le stampelle e siamo tornati a muoverci su e giù per l’Italia alla ricerca di avventure; perciò … next stop Parco Natura Viva, il giardino zoologico di Verona!

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Proprio a pochi chilometri dalla città di Romeo e Giulietta, prendendo semplicemente una rapidissima tangenziale vicino alla stazione Porta Nuova, avete la possibilità di non perdere tempo con tutte le stronzate di Montecchi e dei Capuleti che – spoiler alert – sono una cagata mondiale costruita nel 1940.  Lasciate perdere balconi, case e tombe di improbabili sedicenni morti suicidi per amore e andate a fare due passi nella natura.

A Verona uno ci viene per tanti motivi, io per esempio ci sono dovuta venire per convalidare definitivamente la separazione, ma possiamo tranquillamente ammettere che ogni tanto sarebbe bene salire per vedere mamma e papà. Ma per quanto io sia stata felice di chiudere il mio vecchio matrimonio e per quanto sia piacevole passare del tempo con i propri genitori, arrivi al punto che in un piccolo paesino di provincia ti frantumi le palle. Perciò, questa mattina, ho preso Fidanzato Claudio e Fratello Pietro e, dopo aver rubato la macchina alla nonna, ci siamo diretti in uno dei miei posti preferiti, ovvero quello che fa da titolo a questo delirante blog post di mezzanotte e mezza.

Il Parco Natura Viva è un posto magico dove vi consiglio veramente di andare se passate da queste parti. Penso, ma non sono sicurissima, che sia uno dei parchi zoologici più grandi d’Italia, ma sono certa che sia uno dei meglio tenuti. Il Parco è molto grande, ma non è assolutamente dispersivo. Il percorso è tracciato con estrema chiarezza e suddiviso in aree geografiche: in una mattinata ti fai il giro del mondo, passando per i luoghi più remoti della terra. Ci sono 250 specie diverse, per un totale di 1500 animali adeguatamente suddivisi in 42 ettari di verde boscoso. Inoltre, sempre con lo stesso biglietto, è possibile attraversare con la propria automobile la zona “Safari” dove gli animali sono liberi e camminano proprio vicino a te.

Cosa ci è piaciuto

  • Gli animali hanno davvero tanto spazio e non è scontato vederli, questo significa che l’animale stesso se non ha voglia di farsi vedere, non lo so vedrà. Ogni piccolo o grande ospite ha infatti una zona adeguata alle proprie dimensioni che gli consentono di rendersi visibile ai visitatori oppure no.
  • Dentro al parco si fa fa raccolta differenziata e se si sbaglia è perché si è stronzi. Enormi bidoni presenti in ogni angolo chiariscono anche ai più duri di comprendonio dove  e come buttare la spazzatura.
  • Non è possibile fumare liberamente, ci sono delle zone dov’è consentito e sono attrezzate con enormi posaceneri. Perciò se buttate una cicca a terra siete degli infami e probabilmente state anche fumando dove non consentito.
  • Le informazioni sugli animali presenti nel parco sono chiare e comprensibili da chiunque grazie a un format schematico ma esaustivo. Inoltre sono poste in zone che le rendono accessibili anche a persone molto basse o sulla carrozzella. Non ho notato scritture per i non vedenti, ma devo ammettere di non averci fatto caso.
  • Mangiare all’interno del parco non è assolutamente costoso, noi abbiamo speso circa 8 € a testa per un piatto abbondante di alette di pollo con patatine fritte e una Coca-Cola.
  • La serra è un posto bellissimo, non potete assolutamente tralasciarla. Così come non sono da saltare le altre piccole aree tematiche come il regno degli insetti, la fattoria e la zona animali estinti (ci sono i dinosauri!)

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… e molto altro. Ma il punto è che finalmente Fidanzato Claudio è tornato a camminare, perciò si sta per riaprire la lunga stagione delle grandissime avventure. Ancora non sappiamo bene dove, quanto e come, ma sappiate che abbiamo intenzione di portarvi in giro il più possibile alla scoperta di parchi, paesi, usanze, credenze, religioni, tradizioni e tanto altro. Quindi preparate il magico zainetto e mettetevelo in spalla, si riparte!

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In definitiva, colgo l’occasione per dirvi che avete rotto proprio le palle con le vostre foto con i fenicotteri rosa gonfiabili in piscina. Io oggi ho fotografato i fenicotteri veri ed erano mille volte più belli. Ho visto anche il leone, la tigre, un sacco di scimmie diverse, i bradipi, una montagna di farfalle, l’ippopotamo, i cigni e anche le cicogne. I lupi si sono nascosti, ma ai suricata (Timon, per capirci) ho fatto millemila fotografie. Ho fotografato anche questo animale qui sotto, che non ricordo bene come si chiama ma lo userò come immagine di chiusura di questo blog post. Yuhu, fateci sapere se passate per il Parco Natura Viva!

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AD Parrucchieri a Centocelle: ogni riccio un capriccio?

E la gatta si arriccia il pelo! Finalmente estate, finalmente mare e finalmente… il DRAMMA DEI CAPELLI SI CHIUDE! Signori, si va dalla parrucchiera!

Cerchi un parrucchiere a Centocelle? Leggi qui.

Come oramai sapete tutti, non c’è stato nulla di più sofferto del taglio di capelli che ho dovuto affrontare quest’inverno per cercare di curare la psoriasi. Per carità, il taglio ha funzionato, ma il prezzo da pagare è stato il sentirmi un fraticello francescano per tutta la stagione fredda. Dio, che sventura!

Così, come si dice a Parigi centro: mi sono rotta le palle di somigliare a Fra Tac e ho deciso di darci un taglio evidente. No, non li ho tagliati di nuovo: ma siete impazziti? Ma come potevo risolvere la situazione? I casi sono due, o si liscia con la keratina o si arriccia con la permanente.

E secondo voi cosa potevo fare se non infilare la testa in un frullatore e uscire tutta arruffata? Il capello liscio fa troppo Signorina di Roma Nord e francamente non mi sarebbe sembrato un gran cambiamento. Io volevo accogliere l’estate con il sorriso e lo volevo fare nel modo più idiota possibile. Risultato?

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.. e si ringraziano le ragazze di AD Parrucchieri perché hanno acconsentito, seppur con qualche titubanza, a farmi un testone di ricci da far impallidire pure Shirley Temple.

Le comodità del capello riccio sono presto dette:

  1. Non devi usare il phon
  2. Altri vantaggi che passano in secondo piano rispetto al non dover usare il phon
  3. Ancora vantaggi che vabbè, sicuramente sono di minor importanza del non dover usare il phon

Sì e poi si devono usare i prodotti giusti per mantenere il ricciolo morbido e molleggiante, ma la cosa bella è che il phon sarà per tutta l’estate un accessorio del tutto inutile. La piastra poi, figuriamoci! Sarà fuori moda, sarà una cosa cosa che non fa più nessuno, sarà che tutte quante voglio il capello liscio con il boccolo alla fine, sarà tutto quello che vi pare, ma io proprio non riesco a scendere a patti con il dover lavorare tre ore sulla testa ogni volta che decido di buttarmi in doccia.

AD Parrucchieri via dei Platani 72

Ma tolte tutte le mie rosse follie, colgo l’occasione per consigliarvi questo salone di bellezza. La proprietaria è onesta, professionale e molto precisa ed è dispostissima ad andare contro il proprio interesse (economico) pur di non rischiare di fare una sciocchezza sulla testa di una cliente … sì, ho dovuto convincerla ad arricciarmi con la permanente, lei le ha provate tutte per evitarlo. Vi segnalo le promozioni per tutto il mese di luglio, visto che d’estate la visita alla parrucchiera per molte diventa qualcosa di molto più frequente.

Lunedì – Mercoledì – Venerdì

Piega Liscia 7.00€ anziché 10.00€
Piega Mossa 12.00€ anziché 15.00€
Taglio +Piega+Sopracciglia 18.00€ anziché 28.00€

Martedì – Giovedì – Sabato 

Colore + Piega 25.00€ anziché 32.00€
Colore + Taglio + Piega 35.00€ anziché 49.00€
Schiariture +Trattamento + Piega 60.00€ anziché 90.00€

Via dei platani 72 Centocelle, adiacente Metro C Mirti, Roma.

Per info e prenotazioni 339-4839212

Mi raccomando! Fatemi sapere!

La Compagnia Teatrale I Gracchi – ANTIGONE

Per fare le cose fatte bene uno dovrebbe spiegare perché la compagnia teatrale di Fidanzato Claudio si chiama “I Gracchi” e successivamente si dovrebbero dare delle spiegazioni sul fatto che come primo progetto si presenta un lavoro dell’ antica Grecia e non dell’antica Roma. Riassumiamo rapidamente queste noie: I Gracchi sono fighi e l’Antigone è una tragedia strabella. 

Di cosa parla la tragedia di Antigone?

Prima di tutto è una tragedia, spoiler: Antigone muore. Nelle tragedie, infatti, muoiono tantissime persone quindi sappiate che no, non fa assolutamente ridere nemmeno per cinque minuti. La storia, però, è appunto strabella. Antigone è una delle due figlie di Edipo, sorella di Ismene, Eteocle e Polinice. Proprio questi due decidono di farsi la guerra per il trono di Tebe, finisce male e si ammazzano a vicenda. Creonte diventa re in quanto zio dei due eredi di Edipo morti in battaglia e decide che Polinice, quello che gli stava meno simpatico dei due, non deve ricevere onoranze funebri. Se non ci avete capito niente potete trovare un bel riassunto qui. Antigone non ci sta e vuole seppellire il fratello, chiede aiuto alla sorella Ismene e non ottenendolo decide di fare tutto da sola. La sgamano e la portano davanti a Creonte il quale decide di mantenere fede al suo stesso decreto (che prevedeva l’uccisione di chiunque avesse cercato di onorare il defunto) condannando a morte Antigone, nonché promessa sposa di Emone, figlio di Creonte stesso. Non ci avete capito una mazza? Meglio, così sarete più impressionati quando ci verrete a vedere. 33072879_428233507587854_1183258426281558016_n

Antigone a teatro con I Gracchi

Fatta e rifatta in mille salse diverse, abbiamo voluto provare una ricetta tutta nostra. Se nel complesso non abbiamo modificato la storia, sul testo invece abbiamo fatto diversi cambiamenti. Se pensate di venire a vedere la tradizionale tragedia greca con il coro, sappiate che l’abbiamo eliminato completamente, inserendo una nuova figura che potesse svolgere parte di quella funzione integrandola con alcuni aspetti per noi interessanti. Il narratore: sto parlando di quel tizio che nella locandina tiene gli occhi aperti. Se è diverso dagli altri ci sarà un perché.

Quando e dove

Mi secca scrivere tutto, quindi vi propino un becero copia e incollaLa Compagnia Teatrale I Gracchi debutta con il suo primo lavoro al Teatro Agorà, via della Penitenza 33 (Roma). Lo spettacolo andrà in scena dal 19 al 24 giugno nei seguenti orari: martedì-sabato ore 21, domenica ore 17.
Lo spettacolo è riservato ai soci dell’associazione culturale Teatro Agorà 80, sarà possibile effettuare l’iscrizione di 2€ al momento dell’ingresso. Il biglietto per lo spettacolo ha un costo di 13 euro. Vengono effettuate riduzioni per minori di 18 anni mentre a spettatori disabili verrà consegnato un ingresso omaggio.
Per info e prenotazioni: telefonate al numero 331/2696999 oppure WhatsApp 392/3874497. Indirizzo mail: compagniateatraleigracchi@gmail.com

Seguiteci su Facebook, ci siamo tutti

Chiaramente, per mettere in piedi uno spettacolo teatrale ci siamo attrezzati con le migliori maestranze possibili, quindi ai costumi abbiamo messo una sarta costumista, alla scenografia un laboratorio di scenografi e a fare Ismene hanno messo me perché costavo poco e il budget era finito. Seguite la fantastica Elena Gradara e le sue creazioni sartoriali etiche Vagamente Retrò. Ambramà invece è il laboratorio che si occupa della nostra scenografia… rotante (?) e se volete farvi un’idea di quello che combinano andate a vedere i loro video. Ovviamente non manca la fotografia di Claudia Frijio, la grafica di Giulia Cecconi e il trucco di Federica Fusco. Ultimi e non ultimi per niente, un plauso ai gioielli di Marco, artigiano di Revolù Art. Ah, poi se vi va potete seguire anche noi.

Venite a vederci? Noi vi aspettiamo!

Nina, Perché? Mamma, la mia immagine non ti appartiene

Quattro motivi per non rendere pubblica l’immagine dei vostri figli

  1. L’immagine di vostro figlio non vi appartiene, ma ne siete i tutori. Il fatto che il fglio sia vostro non vi giustifica a disporne dell’immagine come meglio credete. Voi, come genitori, siete chiamati a tutelare l’immagine del vostro bambino fino a quando questo non sarà in grado di occuparsene autonomamente. Questo è abbastanza semplice da capire: il minore è sotto la tutela del genitore, quindi anche l’immagine lo è. Andrebbe un po’ rivista l’idea che il genitore possa disporre a proprio piacimento dell’immagine del bambino, considerando il fatto che una volta messa in rete una foto è lasciata nelle mani di un pubblico di sconosciuti. Questo pubblico, ovviamente, non ha alcun obbligo di tutela verso nessuno e potenzialmente può fare dell’immagine di vostro figlio quello che meglio crede.
  2. Le immagini pubblicate in rete sono pubbliche. Sembra un’ovvietà, ma a quanto pare per molti non è chiaro. Ogni volta che caricate una foto sui social voi state esponendo l’immagine di una persona agli occhi di moltissima gente. State, sostanzialmente, prendendo vostro figlio e lo state mettendo in piazza mentre urlate a tutti “Guardatelo, guardatelo!” Piacevole? Forse non per tutti. Ciò che voi mostrate con orgoglio, magari un’immagine della vostra bambina che si alza la gonna e mostra il pannolino, per alcuni può assumere sfumature erotiche. Senza contare che vostra figlia, un giorno, potrebbe non essere d’accordo che in rete esista quell’immagine che la ritrae.
  3. La pedopornografia esiste e non capita “solo agli altri”. Alcuni dati agghiaccianti della Polizia Postale dimostrano come sia facile che un’immagine da noi postata possa finire in mani sbagliate, modificata semplicemente e distribuita in una rete di persone che non ne fanno un utilizzo autorizzato e legale. Non scandalizzatevi se vi dico che una bambina che s’alza la gonna e mostra il pannolino può assumere sfumature erotiche, questa è le tristissima realtà e nessuno di noi è esonerato dal rischio. In realtà stiamo parlando di una percentuale altissima del rischio che l’immagine del vostro minore sia venduta a persone disturbate che ne fanno un utilizzo disgustoso. Siete sicuri di voler accettare il rischio?
  4. La reputazione digitale del vostro bambino è sotto la vostra tutela. Prima vi parlavo di immagine, ora vi parlo di reputazione. Ciò che viene dato in pasto alla rete, rimane in rete e spesso è difficilissimo da eliminare. Questo significa che un contenuto potrebbe essere reperibile anche a distanza di anni e non è detto che sia cosa gradita. La reputazione digitale è una questione molto delicata alla quale non siamo ancora adeguatamente educati. Ma non sappiamo chi diventerà un giorno il minore sotto la nostra tutela, perché rischiare di rendere pubbliche immagini che un giorno potrebbero danneggiarne la carriera? Sembra una sciocchezza, ma è sufficiente pensare al fatto che dei figli di Middleton non esistano foto durante il bagnetto. Solo fotografie ufficiali e studiate per i figli della corona d’Inghilterra: sono scemi o stanno proteggendo la reputazione digitale dei propri figli?

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Come proteggersi?

Se proprio non potete resistere alla tentazione di far vedere ai vostri contatti digitali la foto dei vostri bambini, cercate almeno di tenere conto di alcuni aspetti.

  1. Fate in modo che il vostro bambino venga ritratto sempre vestito e mai nudo. Deciderà lui, un giorno, quali parti del corpo esibire e quali no, non potete decidere per lui. Il corpo del minore non vi appartiene- inoltre potrebbe essere, come sopra spiegato, utilizzato in modo orribile.
  2. Non associate pensieri e parole che non appartengono a vostro figlio, ma che sono frutto di una vostra deduzione suscitata dallo scatto che rendete noto. Non avete il diritto di parlare per bocca di un minore, la sua opinione la conosceremo quando potrà esporla, al momento tocca a voi tutelarla.
  3. Evitate immagini in cui piange, si lamenta, si arrabbia o ha atteggiamenti che un giorno potrebbero metterlo in imbarazzo. Ciò che per voi è buffo. un giorno potrebbe essere motivo di vergogna o imbarazzo per il minore. State attenti alle situazioni che ritraete nelle vostre fotografie.
  4. Assicuratevi che non ci siano mai indicazioni su dove si trovi il vostro bambino, sulla scuola che frequenta, sugli orari degli spostamenti, sulle attività extra scolastiche. Cercate di fare in modo che il minore non sia rintracciabile mai e in nessun modo.

Ma se volete fare una bella cosa, evitate completamente qualsiasi immagine di vostro figlio e tutelatela fino a quando non sarà lui stesso a potersene occupare. Ci sono mille modi per parlare pubblicamente dell’esperienza dell’essere genitori senza usare i vostri bambini.

Nina, perché?

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Avete mai visto la pagina “Nina perché?“, in questo caso la bambina viene disegnata simpaticamente dal papà. Veramente una bella trovata che da qualche mese a questa parte è letteralmente esplosa come un caso letterario. Da qualche tavola disegnata per gioco, ora si è passati addirittura ad un libro a fumetti molto molto carino che io e Fidanzato Claudio abbiamo letto tutto d’un fiato. Potete dare un’occhiata alla pubblicazione cliccando qui e vi consigliamo caldamente di acquistarne una copia perché fa veramente ridere grandi e bambini.

Nina, Diego e Maria Chiara chi sono?

Sono nostri amici virtuali, prima di qualsiasi altra cosa. Diego Tarchini nasce ad Ancona il 22 agosto 1976, è architetto, designer e professore. Si laurea al politecnico di Milano e conosce Maria Chiara Bertuzzi, anche lei architetto e designer, nata a Trescore Balneario (BG) il 20 marzo 1975. Nina è la loro bambina. Nel 2016 hanno deciso che pubb

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licare le immagini della figlia sui vari social network non poteva essere una grande idea perché oltre a rischiare di fracassare le palle ad amici e parenti, avrebbero consegnato a perfetti sconosciuti l’identità della persona a loro più cara al mondo. Hanno così deciso di disegnare e trasformare in fumetto ogni momento buffo della crescita della piccola Nina. Ad oggi le tavole create sono state sufficienti per produrre un primo libro a fumetti, ma siamo già in attesa del secondo che è in lavorazione.

Siate responsabili e non esibite i vostri figli, perché sembra brutto dirlo così, ma sono belli e speciali solo per voi. Guardate Nina com’è carina quando deve lavare il sapone!

E comunque Diego ha pensato di fare anche un’Elisa, perché? Così mi è arrivata una fantastica tavola con il mio faccione stralunato! Io sono letteralmente impazzita e me la sono messa come avatar anche su Skype! Così sì che sono una persona super credibile!

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