Ognuno di noi dovrebbe, da qualche parte, avere un daimon

Sono piuttosto sicura di averne uno, solo che non so dove sia stato messo. Sicuramente non in cantina, ma probabilmente se ne sta da qualche parte a morire di fame. Aiutatemi a trovarlo!

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Andrew Ferez 25kartinok.deviantart.com 

Cos’è un daimon? Un familiar, un animaletto del quale non si conosce – almeno per ora – la provenienza e che incarna l’anima del proprietario. Ricorda un po’ il daimon di Socrate, ovvero quel genio interiore che ti suggerisce cosa fare e come comportarti. Ogni persona, alla nascita, ha il suo daimon il quale non assume una forma fisica stabilizzata fino a quando il proprietario non raggiunge la maturità. Questo significa che l’umano avrà al suo fianco un esserino magico che continua a cambiare forma e aspetto, in base alle emozioni proprie e dell’umano stesso. Ora è un cane, ora un gatto, può diventare una lucciola, ma anche un ermellino. E parla, parla in modo comprensibile e chiaro. Tra umano e daimon c’è un legame viscerale che permette ad entrambi un livello empatico profondo, a tal punto da poter percepire chiaramente il dolore fisico dell’uno e dell’altro. Chiunque può vedere i daimon delle persone, ma esiste un rigidissimo tabù che impedisce a chicchessia di toccarne uno che non sia il proprio. Vedere una persona senza il proprio daimon, ovvero una persona alla quale è stato reciso, provoca nausea e disgusto, esattamente come nel vedere un umano senza testa o con un braccio mozzato ancora sanguinante. Un daimon non si può allontanare troppo dal suo compagno, hanno un raggio entro il quale entrambi devono stare per non sentirsi vuoti e privi di qualcosa di fondamentale. La recisione del daimon provoca la morte dell’essere umano nella maggior parte dei casi, o in alternativa genera zombie.

Non sono riuscita a scoprire come compaia il daimon di una persona, ma so per certo che ogni essere umano fin dalla nascita ha il proprio, un umano senza daimon non esite, non è concepibile, giacché il daimon è l’incarnazione dell’anima del proprietario.  Per questa ragione, una volta stabilizzato in una forma, assume la specie animale che più assomiglia al compagno umano, andando così a riassumere in maniera allegorica quali siano i punti forza ed i punti debolezza dell’umano di riferimento. Questa cosa è molto carina, essendo oramai un’adulta dovrei sapere più o meno quali siano gli animali che tradizionalmente rappresentano uno o più lati del mio carattere, quindi se mai mi fossi realmente persa il mio daimon dovrei cercare un bradipo oppure un panda. Ma anche un gatto, oppure un macaco.

Perciò, dov’è il mio daimon? 

la-bussola-d-oro-e1449934663513È successo di nuovo: ho infilato il naso in un libro e non l’ho risollevato fino all’ultima pagina. In realtà si tratta di una trilogia ed io, per ora, mi sono bevuta solo il primo capitolo della saga. Qualche post fa dissi che Claudio m’aveva regalato la saga “Queste Oscure Materie” e dissi anche che al termine del primo libro avrei detto/scritto qualcosa di sensato in merito e che la rapidità di ciò sarebbe dipesa dalla mia oramai celebre incostanza e lentezza. Sono invece stata rapida, ma solo perché mi sto impegnando. La bussola d’oro è quindi il primo libro della saga di Philip Pullman, un’avventura meravigliosa in grado di fare tranquillamente le scarpe alla ben più diffusa della. Rowling (Harry Potter). Probabilmente la sfortuna è stata quella di non aver avuto una trasposizione cinematografica all’altezza, di conseguenza Queste oscure materie potrebbe averne risentito a livello di celebrità. Poco importa, si tratta comunque di un libro fantasy che sta sul comodino di un sacco di gente. O magari mi sbaglio, non lo so. 

Conosciamo la protagonista del racconto già dalle primissime pagine ed è bellissimo scoprire che si tratti di una bambina orfana cresciuta dai docenti del Jordan College di Oxford. Lyra, assieme al suo daimon Pan (il quale non assume una forma stabile per tutto il primo libro) vengono a scoprire alcuni movimenti strani tra i grandi studiosi, i quali comprendono viaggiatori, filosofi e rappresentanti della chiesa. Non per sua direttissima volontà, ma si ritrova tra le mani una missione: consegnare un oggetto prezioso allo zio tenuto prigioniero a Nord. Nel frattempo viene affidata alle cure di una donna dolce e amorevole, la quale la vizia e le insegna tutto ciò che Lyra dovrebbe sapere per diventare una donna, ma la situazione precipita e la ragazzina (coraggiosissima e tenace) non si fa spaventare dai racconti sugli Ingoiatori (esseri misteriosi che rapiscono i bambini) e decide quindi di scoprire che fine abbia fatto il suo amico e tutti gli altri ragazzini scomparsi.  Per una serie di bizzarre coincidenze si ritrova in mezzo ai Gynziani (popolazione che a tratti pare composta da zingari e a tratti somigliano più a pirati) e con essi parte alla volta del Nord, dove in teoria vengono tenuti prigionieri questi bambini con i loro daimon. Nel viaggio si incontreranno creature meravigliose, quali orsi corazzati e streghe che non sempre però aiuteranno il gruppo di eroi deciso a salvare i bambini rapiti.

LA BUSSOLA D'OROCome tutti i fantasy di questo tipo, anche La bussola d’oro viene presentato come un libro adatto all’infanzia; in realtà sono d’accordo, ma solo perché un bambino ci vede quello che ci vuole vedere. Il racconto, almeno per quanto riguarda il primo capitolo della saga che, ripeto, è l’unico che ho letto per il momento, è farcito di riferimenti filosofici che richiedono un certo spirito critico. La maggior parte dei ragionamenti fatti dai protagonisti, così come le cose che accadono all’interno della trama, non sono facilmente digeribili per un bambino, il quale potrebbe addirittura non capire e concentrarsi unicamente sul lato avvincente. È un libro in grado di carpire l’interesse a più livelli, uno di quei libri che non hanno età e che si finisce per tenere sul comodino per molto, moltissimo tempo. Non esistono buoni e cattivi, non viene preconfezionata una soluzione e non viene indicata palesemente una fazione per la quale tifare: tutto, a partire dalle prime righe, è lasciato al giudizio del lettore, il quale potrebbe cambiare idea più di una volta man mano che le cose vengono spiegate.

Sarà l’età, sarà che oramai s’è letto di tutto e di più, sarà anche che di certe cose siamo decisamente saturi, però con La Bussola d’Oro mi sono quasi sentita d’aver fatto una mezza scoperta; ha qualcosa di diverso rispetto a Harry Potter e Le cronache di Narnia (tanto per citarne un paio di abbastanza coevi almeno nelle loro edizioni italiane). Probabilmente questa sensazione è dovuta al fatto che lo schieramento netto dei buoni e dei cattivi non è immediato, ma secondo me c’è qualcosa di più. Va letto, punto, soprattutto dagli amanti del genere e se dovesse essere rimasto ancora qualche ignorantone come me in giro s’ha da rimediare alla veloce. 

Arrivare a trent’anni senza aver letto Queste oscure materie, come siamo messi male.

Compra il primo volume della saga qui, oppure compra tutta la trilogia insieme qui. Adesso mi serviranno dai sei a dodici mesi per leggere il secondo volume, poi ci rivedremo da queste parti.

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10 risposte a "Ognuno di noi dovrebbe, da qualche parte, avere un daimon"

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