Vicky Cristina Barcelona, in due è amore in tre è una festa

Scritto da Fidanzato Claudio.

Woody_Allen_-_Kup

Bentornati nella nostra rubrica settimanale di cinema, che non segue alcun filo logico e che non ha alcun motivo di esistere! Quindi, settimana scorsa abbiamo parlato di Perfetti Sconosciuti di Paolo Genovese e quindi è naturale arrivare a parlare di Vicky Cristina Barcelona, di Woody Allen. Questo perché? Perché gatta che ci cova aveva voglia di vederlo, e su Netflix c’è.

vickycristinabarcelona_1È il 2008, Woody Allen è nel pieno di una nuova fase della sua filmografia, una fase che lo ha visto raggiungere un nuovo successo mondiale dopo gli indimenticabili capolavori degli anni Settanta e Ottanta (fatta eccezione per To Rome With Love, ma tutti possono sbagliare, no?).

La trama è ambientata in Spagna, precisamente a Barcellona, dove Vicky e Cristina – due turbognocche americane (Rebecca Hall e Scarlett Johansson, mica bruscolini) – vanno a fare una vacanza studio, ma lì conoscono Javier Bardem (cioè Juan Antonio) che le convince ad andare in un paesino e fare le cose zozze a tre; vi faccio il mega spoiler: non ci riesce da una parte perché Cristina si sente male la sera stessa, e dall’altra Vicky si sta per sposare e quindi, mezzo niente di fatto. Passa un po’ di tempo, Juan e Cristina si mettono insieme; ma visto che a Javier Bardem piace complicarsi la vita, si porta a casa la ex moglie e iniziano un triangolo. Immaginatevi il povero Javier che si deve dividere tra la Johansson e Penelope Crùz. Povera anima. Come al solito, non vi svelo coma va a finire, anche se stavolta ne soffro un po’.

vickycristinabarcelona_2Capisco che raccontata così sembra un porno, ma in realtà è una commedia molto carina, con la capacità di descrivere con smaliziata ironia e romanticismo i turbamenti amorosi delle protagoniste, con un gusto che a me ha ricordato molto l’Allen del periodo di Manhattan.
Bravissimi tutti gli attori, dal caotico e sensuale Javier Bardem all’artistica e un po’ svampita Johansson, passando per una Rebecca Hall divisa tra doveri coniugali e il fascino dell’istinto, per arrivare a una Penelope Cruz che con un personaggio a metà strada tra genio e follia (e non per modo di dire, ha provato ad accoltellare il marito) la cui interpretazione le ha valso l’Oscar come Migliore Attrice Non Protagonista.

ed9dcfde-1434-436e-8de6-6579e4f2cb20--5684044577_3e7b13d8b3Un film delicato, a tratti sensuale ma spensierato nel raccontare storie d’amore e tradimenti che si intrecciano e strecciano con la tranquillità e la compiacenza di un occhio benevolo; purché si segua il proprio cuore, verrebbe da dire, ma la bellezza del film sta anche nel non giudicare chi decide di fare altrimenti.

 

 

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