Le dimensioni non sono così determinanti come credi, almeno per quanto riguarda Facebook

Se avete aperto una pagina Facebook della vostra attività e volete iniziare a farvi conoscere attraverso questo social, dovete assolutamente leggere qui prima che vi prendiate un’accantonata.

Una pagina Facebook oramai la hanno tutte le attività: che si tratti della macelleria di Gianni oppure della grandissima multinazionale di bibita marrone super gassata, una pagina Facebook sembra diventato qualcosa di fondamentale. Be’, lo è solo se siete in grado di utilizzarla bene.

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La preoccupazione primaria di chiunque non abbia la minima idea di come funzioni Facebook per le aziende è la seguente: VOGLIO TANTI LIKE, LI VOGLIO ADESSO SUBITO, AFFINCHÉ TUTTI VEDANO QUANTO CE L’HO GROSSO E NON MI CREDANO UNO SFIGATO. Bene, bravo sfigato, perché così investirai nel modo sbagliato sia soldi che tempo. Farai infatti una pessima figura se la tua pagina vanterà un numero enorme di like e poi sui post ne potrai contare una decina nei casi più fortunati. Più che altro, chiunque se ne intenda un minimo perché magari si informa sui siti autorevoli come Veronica Gentili, capirà che non vi siete circondati di potenziali clienti profilati, ma di gente a caso che non vi darà mai alcun riscontro.

Facciamo un esempio immediato, quello che i professori fanno subito agli studenti che si preparano per la professione di social media manager: se vi fosse data la possibilità di riempire una stanza a posti limitati con delle persone per presentare il vostro nuovo prodotto in commercio, riempireste questa stanza di gente a caso pur di fare numero oppure andreste ad invitare quelle persone che per età, professione, sesso, estrazione sociale, abitudini, eccetera possono essere interessate all’acquisto del vostro prodotto? Ecco, perfetto. Ora che sappiamo la risposta a questa domanda vi faccio un megaspoiler: Facebook ha una portata organica (quella gratuita) davvero minima, quindi farà vedere il vostro post ad un numero limitatissimo di persone tra quelli che hanno scelto di mettere un like alla vostra pagina. Cosa vuol dire? Diciamo che avete 100 follower, Facebook farà vedere gratuitamente il vostro contenuto solo a 15 persone tra questi. Ma se questi 15 sono soggetti totalmente disinteressati al vostro prodotto, cosa avete concluso? Niente, il vostro post finirà ben presto nel dimenticatoio.

“Sì, ma mio cugino ha fatto una pagina che parla di quanto è stupido un politico e senza metterci una lira ha tirato su dodici trilioni di like in meno di mezz’ora” Sì, ma tuo cugino non vende niente e soprattutto lì si apre il discorso dei contenuti virali. Lascia perdere, torna sulla terra.

Quindi, torniamo al nostro esempio. Poniamo il caso che invece la vostra pagina raccolga like di potenziali clienti profilati da qualcuno che sa cosa sia una targetizzazione, quindi tornando al caso in cui i nostri follower totali siano 100, ma siano 100 persone potenzialmente interessate al nostro prodotto: cosa accadrebbe di diverso? Probabilmente quel contenuto fatto vedere solo a 15 di loro avrà un numero più alto di interazione arrivando a sbloccare un gradino successivo della portata organica. Sarà perciò mostrato ad un altro po’ di follower, i quali saranno a loro volta potenziali clienti e così via. Il contenuto, quindi, verrà mostrato a chi effettivamente è interessato a quel contenuto e riceverà like, commenti, cuori, faccine sorridenti e via dicendo. Verrà magari condiviso con altre persone potenzialmente interessate e probabilmente vi arriveranno nuovi like di persone interessate alla vostra attività commerciale.

Non vi serve a nulla avere un numero elevato di like nella vostra pagina, se questo numero di like sono di persone che non rispondono in alcuna maniera al vostro cliente tipo. Non solo, la cosa potrebbe ritorcersi contro di voi, come se vi metteste a vendere pane fresco in una clinica per persone allergiche alla farina. La stessa identica cosa.

Non abbiate paura se la vostra pagina conta meno di 1000 like se poi quando pubblicate un contenuto collezionate sempre 20/30 interazioni con esso senza spendere un euro: significa che state pubblicando contenuti interessanti e che con due spicci (davvero due!) e con una buona profilazione del cliente tipo potrete avere una portata a pagamento davvero influente, la quale vi porterà più facilmente alla conversione in acquisto.

Le vere figuracce si fanno quando le pagine che hanno 2000 like riescono a racimolare come portata organica 2/3 interazioni con il pubblico (che siano commenti o like).

“Sì, ma allora come faccio a farmi notare?” Caro amico, se vuoi farti notare e il tuo intento è vendere qualcosa è meglio che tu ti faccia consigliare da dei professionisti, esattamente come faresti nel caso in cui volessi mettere il tuo marchio in una pagina pubblicitaria di un quotidiano a tiratura nazionale. Dopotutto, pensandoci bene, se vi fosse data la possibilità di girare uno spot televisivo probabilmente vi affidereste ad addetti ai lavori, quindi perché fare le cose a caso (o peggio ancora con persone che non sanno di che stanno parlando, pagandole pure) quando si tratta di comunicazione pubblicitaria sui social network? Il fatto che sia accessibile a tutti non significa che tutti abbiano le competenze per farlo.

Se invece state facendo esperienza di blogging, se di fatto non avete in mano alcun prodotto da vendere, ma quello che vi interessa è raccontarvi e offrire contenuti interessanti il discorso è parzialmente differente, ma lo affronteremo in un altro momento.

Spero di esservi stata utile, in caso abbiate domande scrivetemi pure. In caso vogliate condividere le vostre esperienze sappiate che potrebbe uscirne qualcosa di interessante!

5 commenti

  1. Ciao Elisa,

    in primis volevo dirti che ti seguo con molto piacere. Ho letto questo tuo ultimo articolo sulle pagine facebook ed i relativi like che renderebbero queste più o meno popolari a detta di molti.

    Mi ha fatto riflettere poichè da due mesi a questa parte ho pensato spesso di creare una pagina fb relativa alla mia aspirazione professionale: la cantante. Credo, come hai accennato tu alla fine, che il discorso sia un po’ diverso rispetto a qualcuno che, da azienda, voglia vendere un proprio prodotto. Poi ho pensato che anche nelle discipline artistiche si sia protesi a raccontare di noi ma comunque a vendere un proprio progetto e credo che il discorso sia pressochè simile.

    Molti mi consigliavano di dar vita ad una pagina fb che mettesse in risalto le mie doti artistiche più di quanto non facesse il mio esile profilo fb, perchè ormai sembra essere l’unico modo per farsi conoscere. Poi, non essendo un’addetta ai lavori, ho pensato che fosse completamente inutile creare una pagina senza saperla realmente usare, anche se la tentazione c’è sempre stata: soprattutto dopo l’uscita del mio primo singolo. Ho paura però che quella pagina creata in fretta e furia rimanga lì in sospeso e questo mi ha fatto sempre rimandare “la creazione” di questa.

    Sto terminando il mio ultimo anno di conservatorio, sto studiando e forse anche il fatto di non sentirmi pronta del tutto mi fa ritardare in questo senso. Credo però che sia un bene e mi piacerebbe discuterne e sapere cosa ne pensi.

    Sonia

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    • Cara Sonia, sono felice di averti tra i miei lettori! Hai detto bene, per te il discorso sarebbe un po’ diverso, ma non troppo. Se mi lasci la tua mail utilizzando la sezione “contatti” sarò felicissima di parlare con te e spiegarti le possibilità che hai!
      Un caro saluto,
      Elisa

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  2. Molto interessante! Ecco perché alcuni amici mi hanno detto che non hanno visto i miei post! FB fa vedere quello che vuole a quante persone vuole ;( viva Instagram! Ho letto alcuni tuoi articoli e sono davvero molto belli, Roma è una continua fonte di ispirazione:)

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    • Ciao Libellula! Leggi anche l’articolo dove spiego l’algoritmo di Facebook, ti sembrerà tutto ancora più chiaro. Instagram non funziona in modo troppo diverso, ma quando ho tempo ne parlerò dettagliatamente. Rimani con noi e grazie 🙂

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