Sei incinta? Buona (s)fortuna!

Vi ricordate quando al liceo avete aspettato che uscissero i quadri con il voto della maturità? Non eravate tutti lì fermi impalati davanti a una bacheca coperta in attesa che la mitica bidella svelasse a tutti il risultato? La stessa sensazione la si ha quando, sedute sul water, si aspettano quei dannati pochissimi minuti che servono per vedere il risultato di un test di gravidanza. Non importa che tu voglia quel test positivo o negativo, qualunque sarà il tuo desiderio quei brevissimi istanti saranno i più lunghi della tua vita. Però stavolta, dopo non poche ansie e ceri alla Madonna, vorresti vederlo positivo. Cinque, quattro, tre, due, uno… ed ecco apparire una croce blu. CHE CAZZO VUOL DIRE LA CROCE BLU NON LO SO PERCHE’ LE ISTRUZIONI ME LE SONO DIMENTICATE IN CUCINA DALL’ ALTRA PARTE DELLA CASA!

Positivo. La croce blu che compare su fondo bianco con i test di gravidanza ClearBlue significa che il risultato è positivo. In realtà la linea verticale (detta anche linea di controllo) la troverete un sacco definita e visibile senza ombra di dubbio, la linea orizzontale (che è quella che reagisce a contatto con l’ormone Beta HCG) di solito fa la stronza e compare molto lentamente. In caso vi troviate in questa specifica situazione sappiate che i test di gravidanza falsi positivi praticamente non esistono (a meno che non vi siano strane condizioni in atto) perciò anche se vedete una leggerissima linea azzurra cerulea vacua sbiadita … sappiate che la pagnotta è stata messa nel forno!

E qui comincia… IL PRIMO TRIMESTRE DI GRAVIDANZA! 

ODDIO CHE ANSIA, cominciamo dalle cose semplici: diamo la notizia al compagno. “L’utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile” … cominci a sentire quella melodia messicana di sottofondo? E’ LA TUA ANSIA. Vabbè, gli mando un vocale: “Hey, ciao amore! Guarda che stavolta s’è fatto un casino. Aspettiamo un bambino, richiamami. Ciao”.

DICIAMOLO ALLE NOSTRE FAMIGLIE! “Sì, papà .. ciao. Sì, sono incinta. Sì, sono felice. Sì sì, era voluto! Sì, però papà sono incinta di tre settimane, magari evitiamo di dirlo a tutti”. Mio papà fa il camionista, in due minuti – tramite CB – lo sapeva tutta la A4, casellanti e guardie compresi. OTTIMO!

In questo preciso momento tutto sembra bellissimo: nessuno ha ancora rotto i coglioni. Mamma e papà – investiti del loro nuovo ruolo di super nonni – stanno già comprando mezza Prenatal e tu, nel frattempo, stai cercando di capire quali siano i passaggi corretti da affrontare. Bè, ti faccio uno spoiler: TANTO SBAGLIERAI COMUNQUE, perciò fai come cazzo ti pare.

Qui le scuole di pensiero sono infinte, ma tranquilla perché chi non la pensa come te non tarderà a fartelo sapere e a farti sentire anche un po’ in colpa. Hai deciso cosa fare? BENE! Adesso vediamo insieme cosa – molto probabilmente – ti sentirai dire!

L’amica preoccupata che decide di metterti ansia

“Eeeeh, ma non si dice prima del terzo mese sai. Potresti perderlo, potresti abortire, potrebbe andare male, potrebbe essere una gravidanza extrauterina, potrebbe essere una gravidanza isterica BLABLABLABLABLABLA”

“Ah, e pensare che pensavo di darti una bella notizia! Scusa, vado in prestito di un paio di coglioni da ravanare”

Non è che sei scema e non conosci le cose, magari ti è anche capitato già un aborto e sai cosa vuol dire, ma semplicemente hai deciso di non essere scaramantica e di condividere con chi vuoi questa cosa. Beh, sappi che chi non la pensa come te invece di abbracciarti e saltellare con te probabilmente ti guarderà storto e ti farà una bella ramanzina. Quando i medici dicono che entro il primo trimestre la possibilità di aborto è del 25% sappiate che stanno conteggiando tutte le situazioni ovvero anche quelle in cui la madre non è sana o magari soffre di qualche disturbo che le impedisce di portare avanti la gravidanza. Sappiate, invece, che dopo la settima settimana di gravidanza se tutti viene trovato “a norma” il rischio di aborto crolla inesorabilmente nei soggetti sani. Così, tanto per dire, magari diamo una ridimensionata a questo allarmismo che – di fatto – può rovinare i vostri momenti più belli.

La collega che sa come si deve gestire l’annuncio di una gravidanza a lavoro

Eeeeeeeeeh, ma secondo me dovevi aspettare a dirlo ai tuoi colleghi d’ufficio eh. Di solito si aspetta il terzo mese eh. Guarda te ne pentirai assolutamente se succede qualcosa poi eeeeeh”

“Hai ragione, meglio fare la figura dell’assenteista che si addormenta per finta al fine di marinare un meeting”

Ma perché dovrei parlarne al terzo mese quando disturbi come la nausea e le botte di sonno mi saranno completamente spariti e non necessiterò più della comprensione che giustamente mi spetta le prime settimane? Durante i primi tre mesi si concentrano le principali visite e molte analisi, dovrete assentarvi spesso da lavoro e qualche volta non riuscirete a raggiungere l’ufficio perché vi siete bloccate fuori dalla metro stazione San Giovanni a vomitarvi Pasqua del ‘92. Io ho preferito comunicarlo ai miei capi e anche ai miei collaboratori più stretti, sia per una questione di sicurezza personale (in caso mi fossi sentita male) sia perché speravo in una comprensione generale (speranza ben riposta perché lavoro con delle persone meravigliose) Insomma, valutate cosa fare, ma non sentitevi obbligate a soffrire in silenzio o a nascondere con scuse assurde dei piccoli pisolini di 15 minuti con la testa sulla scrivania. Può succedere, state fabbricando un bambino ed è lo sforzo fisico più grande mai richiesto ad un corpo umano.

La dietologa improvvisata

“Eeeeeeeh, però se continui a mangiare così ingrassi subito eh. Già parti bella cicciotta, così finisce che svacchi in un attimo sai? E comunque non puoi avere le voglie già al secondo mese, non puoi avere la fame da gravida già da adesso”

*Ciomp, Sgrunch, Gnam… burp!* “Come dici, cara?”

Per prima cosa chi non ha una laurea in medicina dovrebbe astenersi dal pontificare quando sia più o meno legittimo sentire fame assurda e voglie (che per vostra informazione si faranno sentire soprattutto nel primo trimestre), per seconda cosa chi si intromette non ha sicuramente la silhouette di Emily Ratajkowski. Ogni donna incinta farà i conti con le proprie decisioni e ne risponderà nel caso a se stessa. Esiste solo una voce che va ascoltata ed è quella del vostro ginecologo, tutte le altre chiudessero un po’ il becco e pensassero alla pancia loro.

L’esperto di sviluppo fetale

“Eeeeeeeeh, ma cosa fai non fumi e non bevi alcol? Dai, guarda che mia mamma ha fumato e bevuto per tutta la gravidanza!”

“E infatti sei uscito rincoglionito e anche un po’ bruttino a vedersi, vorrei evitare”

Che tu decida di smettere di fumare o di continuare a farlo, che tu sospenda l’alcol completamente o che tu decida di berne un bicchiere di tanto in tanto, sappi che ti trapaneranno i coglioni fino alla morte accusandoti di essere o troppo eccessiva nelle restrizioni (manco dovessero farlo loro) o di avvelenare il tuo piccolo feto. Per quanto ognuno poi in coscienza sia libero di decidere cosa fare, esiste un unico pare valido e indovinate qual è? Quello del vostro ginecologo, esatto!

La mamma di tre figli che le hanno consentito di ricevere la laurea in ostetricia ad honoris causa

Eeeeeeeh, ma se con un distacco della placenta la tua ginecologa non ti ha dato il progesterone allora sicuramente lo perdi eh. Io ho sempre preso il progesterone subito, l’unica volta che non l’ho preso ho abortito immediatamente”

“Fantastico, me lo prescrivi tu con il ricettario di Barbie passione ostetricia di tua figlia?

Le mamme che incontrerete sembrano essersi dimenticate dell’agonia che si passa quando si è nel primo trimestre. Come se invece di darti motivi di stare tranquilla te ne dovessero dare per metterti ansia. Hai già l’ansia, ma per loro non ne hai abbastanza. Le medicine per la nausea, il progesterone, i calmanti per i normali dolori da impianto non sono caramelle e si prendono su prescrizione medica. Il vostro ginecologo verificherà la presenza delle condizioni necessarie per l’assunzione di questo o quello e vi compilerà una ricetta. Non tutte le gravidanze sono uguali, non allarmatevi se la vostra amica prende medicinali che a voi non sono stati assegnati, significa solo che voi non ne avete bisogno. Se avete motivo di non fidarvi del vostro medico, chiedete un secondo parere, ma non mettetevi in testa cose solo perché ve l’ha detto quella che c’ha tre figli.

Lo sconosciuto curioso

“Eeeeeeeh sei incinta, congratulazioni! Ma… voluto o capitato?”

“…”

Non c’è una risposta intelligente a questa domanda cretina, scusate. Avessi avuto un euro tutte le volte che mi è stato chiesto a questo punto non avrei problemi di budget per il mio baby shower. Intanto non capisco che curiosità sia, soprattutto quando a fare la domanda sono sconosciuti o poco più che conoscenti, ma la risposta corretta quale dovrebbe essere? Che voi l’abbiate cercato e sia arrivato subito o dopo un anno, che vi sia capitato e che sia stato anche un momento difficile inizialmente … be’ non dovete spiegazioni a nessuno, quindi rispondente con un sorriso gentile e magari cercate amabilmente di sviare la domanda. Anche un “Bè, non importa molto, quello che conta è che siamo felicissimi di questo bambino”.

Colei che sa

“Eeeeh, non ti lamentare di questo dolore ai capezzoli, il peggio deve ancora arrivare!”

“Ottimo, per l’occasione conierò nuove bestemmie, adesso lasciami fare le prove per non farmi trovare impreparata!”

Già, la verità è che non soffrirai mai abbastanza. Hai dolore alla schiena? Il peggio deve ancora arrivare. Ti fanno male i piedi? Il peggio deve ancora arrivare. Hai le gengive che sanguinano e la salivazione di un lama? Il peggio deve ancora arrivare. Hai una nausea che ti vomiteresti anche la tua prima torta di compleanno? Non è niente, tra qualche settimana passa. Insomma, per “Colei che sa” voi non avete diritto mai a mezza lamentela. Non importa se i vostri capezzoli sembrano esser stati utilizzati per la crocifissione di Cristo, quello che vi aspetta sarà sempre peggio. Magari sì, magari no, ma sentitevi in diritto di lamentarvi ogni volta che vi sentite sopraffate da tutti questi disturbi. La gravidanza vi stravolgerà, sentitevi libere di maledire tutta la progenie di chiunque vi vorrebbe meno lamentosa.

La veggente del sesso

“Eeeeeh, secondo me stai aspettando una femmina sai? Le donne diventano più brutte quando aspettano una femmina, perché questa per formarsi ruba la bellezza alla mamma”

“Ah seh? E te, Belen, sei finita in una lavatrice quando avevi sei anni e ne sei uscita l’altro ieri?”

E la pancia a punta è maschio, la pancia tonda è femmina, i bei capelli è maschio, i capelli brutti è femmina, hai la nausea è femmina, stai bene è maschio, corri nuda di notte sulla tangenziale allora è femmina, sulla Colombo invece è transessuale. E che cazzo, basta! Allora: l’unico modo per sapere se è maschio o femmina è farselo dire dal ginecologo che utilizzerà le sue conoscenze per darvi una risposta vera, tutto il resto sono giochi e scherzi per passare il tempo. Oppure sono modi stronzi per farvi notare che non siete proprio al top del vostro splendore. Dopotutto, a pensarci bene, difficile uscire patonza dopo una nottata di incubi, nausea, vomito e bruciori di stomaco. A meno che non siate Kate Middleton, ma quella partorisce per interposta persona e quindi non fa testo.

E per questo primo post sul tema è tutto, ma sicuramente non sono tutte le frasi di merda che vi sentirete dire a ripetizione in questi primi tre mesi. Purtroppo il primo trimestre non è tutto rose e fiori come vi immaginate, ma potete decidere quanto spazio dare a questi generatori di ansie e fastidi. Già avrete le vostre preoccupazioni, cercate di non farvene addossare delle altre e cominciate a chiudere fuori dalla vostra mente tutti quei discorsi che sembrano fatti apposta per spezzarvi l’entusiasmo. Circondatevi di felicità e di persone rassicuranti, ne avrete un gran bisogno.

Quali sono stati i discorsi più fastidiosi che vi siete sentiti dire all’inizio della gravidanza? Fatemi sapere!

P.s. Ah, sì! Siamo incinti! Wo-ho!

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4 risposte a "Sei incinta? Buona (s)fortuna!"

  1. Io durante la gravidanza ho fagocitato universi di carboidrati (che normalmente non mi piacciono) raggiungendo il peso specifico di un capodoglio, mi sono concessa qualche bicchiere di vino e pure qualche sigaretta ma, più di tutto, ho sviluppato una temporanea sordità alle critiche che mi ha permesso di viverlo bene la gravidanza e il post parto.
    Unico consiglio…OLIO VEA per i capezzoli.. allattare è bellissimo ma il primo mese è come massaggiarli con la grattugia.
    Un abbraccio!

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    1. Nel mio specifico caso stanno cambiando parecchio i miei gusti! Per esempio non sono più in grado di mangiare bistecche di carne rossa, riesco solo ad affrontare la bresaola ma anche quella non sempre. Detesto la vista della carne di manzo cruda, tanto da dover uscire dal supermercato a causa della nausea. E’ una sensazione orribile. La sordità la sto sviluppando anche io, ho addestrato una scimmietta nel cervello che batta i piatti ogni volta che qualcuno si permette di darmi consigli non richiesti e lezioni di vita improvvisate. Quanto all’olio sui capezzoli per ora mi trovo abbastanza bene con l’olio alle mandorle, 100% naturale, ma niente mi dà più sollievo di una bella doccia calda. So già che soffrirò tantissimo con l’allattamento, ma sono pronta a tutto! 🙂

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