The Good Place, perché morire non è la peggior cosa!

The Good Place è la serie TV che ci ha tenuto svegli tre o quattro notti di fila per un immersione completa fino all’ultimo episodio. Capita sempre più raramente che qualcosa riesca ad accalappiarci a questi livelli, ma alle volte a riuscirci è un prodotto leggero e poco elaborato che vince però sul lato comico.

La trama di The Good Place

La trama è molto semplice: una ragazza giovane muore e si trova faccia a faccia con quella che sarà la sua “guida” in Paradiso (chiamato “La parte buona”). Già dai primi momenti capisce perfettamente che qualcosa non torna e comincia a sospettare d’esser stata assegnata erroneamente alla parte buona. Da lì in poi inizieranno una serie di situazioni pazzesche che andranno a delineare completamente l’architettura di un Aldilà esilarante. Quasi quasi fa venir voglia di schiattare per andare a metterci il naso, ma vi consigliamo di resistere alla tentazione.

Attori noti e meno noti

Il cast è un bel gruppetto di gente che sa fare bene il proprio lavoro, tutti gli attori ci permettono di innamorarci liberamente di tutti i personaggi che sono completi, belli e pieni in tutte le loro sfumature. Kristen Bell l’abbiamo conosciuta tutti come la tagliente quanto sagace Veronica Mars, anche qui la scena sarà principalmente sua, ma avrà per le mani un personaggio completamente diverso e con una morale decisamente tutta da rivedere se vorrà sopravvivere alla morte. La sua Eleanor, per quanto stronza e indecente, finirà per conquistare il nostro cuore completamente. Chi invece conquisterà i nostri ormoni sarà decisamente la sensualissima Jameela Jamil nei panni di Tahani Al-Jamil. Bellissima, una branda di donna (boh, sarà più di un metro e ottanta?) con dei capelli bellissimi. Il personaggio convince nella suo costante mood “mai ‘na gioia”, finirete per provare un’empatia pazzesca, a chi non è mai capitato di essere costantemente messo a paragone con un fratello maggiore o con un cugino che sembra più bravo a fare qualsiasi cosa? Ted Danson ci ha abituati al suo faccione con CSI, ma del suo personaggio non vorrei svelarvi troppo perché è gustosissimo scoprirne le sfaccettature mano a mano. In ogni caso sappiate che non vi deluderà mai, in nessun episodio. D’Arcy Carden spacca davvero; faccia completamente nuova per noi, ci regala un personaggio pazzesco che è una via di mezzo tra Siri di Apple e Alexa di Amazon. Janet è il motore di ricerca quasi vivente della parte buona, in qualche modo saprà regalarci un bel po’ di risate grazie alla sua ingenuità. Manny Jacinto non so da dove l’abbiano tirato fuori, ma è una bella trovata. Il personaggio incarna un po’ il ragazzino che non vuole crescere che è dentro ognuno di noi, per certi versi ci si identifica (anche se con un po’ di vergogna). E in fine, ma non meno importante, arriva il nerd della combriccola: il professore di filosofia etica. William Jackson Harper interpreta Chidi, un ragazzo che per quanto “studiato” …. oh no no, non posso dirvi niente altrimenti vi spoilero. Insomma, anche Chidi (come tutti gli altri) svelerà le sue carte piano piano.

Episodi

Ho scoperto che su JOI c’è già la terza stagione, su Netflix invece siamo fermi alla seconda. Gli episodi sono brevi e incalzanti, da mangiarseli uno dopo l’altro con pizza e birra sulle gambe. Le idee per portare avanti la storia non mancano, l’ambiente è così frizzante che risulta ovvia la quantità di cose che ancora si possono raccontare. D’altra parte quando inventi un mondo ci puoi buttare dentro di tutto, per anni e anni.

Conclusioni e voto

The Good Place ci è piaciuto, abbiamo riso tantissimo e non ci siamo mai annoiati. In realtà non abbiamo nessuna critica da muovere perché si tratta di un buon prodotto leggero che non sembra avere grandi pretese, ma che vince su moltissimi aspetti. Noi lo promuoviamo anche se non abbiamo ancora visto la terza stagione, dopotutto ve lo stiamo consigliando senza alcuna riserva. Ecco che stampiamo sulla pellicola un bell’8 per la montagna di elementi originali e qualche riferimento vago a Douglas Adams.

Errori di montaggio

Per gli occhi di falco: durante il montaggio della seconda stagione è stato fatto un errore molto grave. Ci vogliono occhi allenati e molto rapidi per individuarlo, ma noi l’abbiamo scoperto alla prima occhiata. (Per la verità sono stata io, Claudio ha dovuto ricorrere alla VAR) Trovatelo e svelatecelo!

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