Ho sempre paura che succeda qualcosa: vi racconto la mia ansia

Soffro d’attacchi d’ansia molto forti: ho sempre paura che succeda qualcosa. La mia ansia purtroppo si manifesta con una serie di disturbi a livello fisico: sudore freddo e acido, pelle gelata, batticuore, incapacità di concentrarmi e mantenermi lucida, tremori, desiderio di compiere azioni assurde per risolvere il tema che mi ha scatenato l’ansia.
Ho sempre paura che stia per succedere qualcosa o che sia successo qualcosa di irreparabile, che qualcuno sia morto o che sia in pericolo, che non ci siano soluzioni per risolvere tutti i miei problemi e che tutto crollerà inesorabilmente senza che io possa controllarlo o fare qualsiasi cosa per arrestare la caduta. 

La mia ansia mi impedisce anche di affrontare alcune giornate: andare a fare le analisi del sangue può diventare molto complicato se devo fare in modo di essere in ufficio subito dopo. Non importa che io abbia preso un regolare permesso per esami prenatali, comunque mi verrà l’ansia e finirò per procrastinare le analisi. La mia ansia mi rovina il sonno: mi sveglio di notte pensando che devo fare le lavatrici, pulire il bagno, pagare le bollette, risolvere una questione bancaria e fare la memoria dello spettacolo “La Locandiera”.

L’ansia che provo, talvolta, mi impedisce di uscire la sera perché temo possa succedere qualcosa ai miei cari mentre io mi trovo impossibilitata a raggiungerli tempestivamente in caso di bisogno. 
Questa condizione mi ha fatto vivere malissimo le prime settimane di gravidanza: alle prime due ecografie tremavo e la dottoressa non è riuscita a prendermi la pressione fino a quando non ho visto il battito del mio bambino sul monitor. In genere l’ansia mi rende difficile mantenere il controllo nei momenti di forte stress a lavoro, solo negli anni ho imparato a gestire i momenti di crisi obbligandomi non-so-bene-come a mantenere il sangue freddo. A volte sono così assurda che ho l’ansia perché mi viene paura di avere ansia. Qualche volta finisce molto male e mi trovo in balia di veri e propri attacchi di panico dove credo di essere lì lì per lasciarci le penne. 

Cosa faccio per stare meglio? Ad oggi niente. Purtroppo non sono più in analisi per una serie infinita di motivi, ogni tanto sento il bisogno di tornarci, ma poi dò la precedenza a cose che mi sembrano più importanti. Cerco di mettere in pratica alcuni vecchi insegnamenti per arginare il problema, ma ci sono alcuni temi che mi trascinano nel buio e nel freddo del mio tremendo inconscio. La morte dei miei cari è uno di questi temi: se mamma, Claudio, papà o uno dei miei fratelli non risponde al telefono io penso subito che possa essere in pericolo o che sia già bello che passato a miglior vita. Questo mi porta a fare telefonate compulsive una dietro l’altra, perché se la persona dall’altra parte del telefono non mi risponde subito io rischio davvero di farmi tutta Roma a piedi per trovarlo. Il tutto si intensifica se di mezzo ci stanno percorsi in motorino, bicicletta, automobile. A volte sto male, a volte sto malissimo, a volte invece sto bene: dipende dallo stress e dalla stanchezza. Più sono sotto pressione, maggiormente si presenteranno ansia e pensieri irrazionali.

Una volta, al Colosseo, scrissi un messaggio su Facebook a un ragazzo che allora era un perfetto sconosciuto per chiedergli informazioni sugli spostamenti che aveva compiuto con Claudio, il quale  era in ritardo all’appuntamento, con il cellulare spento, e stava generando in me l’ennesimo folle attacco d’ansia. Ho fatto la figura della fidanzata psicopatica gelosa, in realtà avevo paura che Claudio fosse morto. 

Se mi vergogno? Sì, mi vergogno, soprattutto quando in preda all’irrazionalità totale faccio cose che potrebbero far pensare di me brutte cose. Posso passare per la fidanzata gelosa, la fidanzata isterica, la fidanzata dittatrice … nel corso della mia vita me ne sono state appioppate tantissime, ma la verità è che la mia è paura vera. Ho bisogno di essere rassicurata sul fatto che tutto sia in ordine, che tutto stia andando come deve andare, che non ci sia nulla di pericoloso o sbagliato. Ho bisogno del messaggino quando arrivi a casa e ho bisogno del messaggino quando parti per tornare da me. 

Oggi Claudio è in un bosco a fare delle riprese per un cortometraggio e il suo cellulare non prende. Non riceve né messaggi, né telefonate. Tutto il giorno, tutta la notte e tutta la giornata di domani.  Io sono a casa da sola, dormirò da sola e domani mattina mi sveglierò da sola. Una volta avrei pagato per una condizione simile, adesso sono qui che cerco di inventarmi modi per passare la notte senza cedere all’ansia. 

Ho pensato di svelare questo piccolo spaccato della mia personalità perché sono sicura di non essere sola, sono sicura che molte persone come me soffrono così come soffro io, lottando tutti i giorni contro un mostro che non esiste e non può ucciderci e che di fatto non è nemmeno pericoloso. Credo che questa consapevolezza, quella di non essere gli unici, potrebbe essere tranquillamente il primo passo verso una risoluzione definitiva. 

Comunque la via migliore è sempre quella di chiedere aiuto a uno specialista, queste situazioni affondano spesso le radici in questioni irrisolte del passato, oppure in disequilibri che andrebbero indagati in un’ottica medica. L’analisi mi ha aiutata moltissimo, ma ho quasi avuto sempre l’impressione che una risoluzione definitiva non esistesse, ma che ci fossero solo delle strategia per arginare e tenere controllato il disturbo. Il confronto penso che serva anche per smentire o confermare questa mia visione così rassegnata. 

Non è stato facile scrivere e condividere queste quattro righe, ma credo sia utile per chi crede d’essere solo. Credo sia necessario a me perché, amante della scrittura, le cose nero su bianco mi fanno meno paura

Annunci

9 commenti

  1. Ti capisco, Eli. Io sono così da quando ho 14 anni, e da allora ho sempre chiesto aiuto allo psicologo (ne ho cambiate 2 nel corso di questi lunghi 16 anni). E la risposta che ho compreso è solo una: l’ansia non la puoi debellare. E’ un tratto del carattere, come l’essere solare o schizzinosa. Certo, crea ben più problemi di una qualsivoglia caratteristica personale, ma non puoi scrollartela di dosso. Io, la mia ansia e gli attacchi di panico abbiamo trovato un piccolo compromesso, che però molto spesso funziona (e non so se concordi): accettarla e trovare un modo per veicolarla verso qualcosa di meno pesante. Ad esempio, ora che parto per Lisbona ho paura di sentirmi male al concerto, e non mi va di rovinare questo evento anche ai due amici che partono con me. Compromesso: ho detto a questi due miei amici (che sanno come sono) che non sarei andata al parterre del concerto che vedremo se avessero voluto imbucarsi in mezzo alla marea di persone (io sono mucho claustrofobica). Poi magari trovandomi lì per lì sarò la prima a trascinarli più vicini, ma ho bisogno di queste sicurezze, di piccoli piani B che la mia mente può elaborare per tranquillizzarsi in caso di pericolo. E non so, ma funziona! Certo, passo un po’ come la cagacazzi di turno, ma è un buon compromesso!
    Forza e coraggio, che non sei sola! 😀

    Mi piace

  2. Ciao! Mi ritrovo in molte situazioni da te descritte perché anche io soffro di attacchi d’ansia che a volte diventano attacchi di panico. Ci convivo da così tanto tempo da aver adottato molti modi per contrastarli, ma si sá, il corpo e la mente si abituano e quindi bisogna trovarne di nuovi. Quando si è in compagnia è più difficile, ti preoccupi non solo di te stessa ma anche di chi hai attorno, insomma diventa stancante. A metà giornata sei già senza più energie. Non posso che dirti: non sei sola.

    Mi piace

    • La terapia fa sempre il suo dovere! Se non altro aiuta molto a capire l’origine di quest’ansia che ci corrode, una volta carpito il motivo è più facile lavorarci sopra perché aiuta a razionalizzare.

      Mi piace

  3. L’ansia vissuta in questo modo la conosco molto molto bene, grazie alla psicoterapia è migliorata (niente più attacchi di panico), ma non si è risolta (anche perché ero in cura per un altro disturbo, in realtà). Anche io ero scettica all’inizio, eppure la meditazione sta veramente funzionando per me. Consiglio ad Elisa e a tutti quelli che soffrono di problemi di ansia perlomeno di informarsi su questa pratica, male non fa e io posso dirvi che in poco più di un mese vedo davvero i benefici.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...