Le tre cose da non dire MAI a una donna incinta

La pesantezza di certe affermazioni la si comprende solamente quando si diventa il referente. Forse è l’unico caso in cui ci si può arrogare il diritto di dire “non sei incinta, non puoi capire”, anche se fortunatamente alcune persone intelligenti ci arrivano anche senza ripieno nell’utero.

Essere incinta è una cosa stupenda e allo stesso tempo terribile, quindi togliamo l’ipocrisia dal tema e arriviamo al sodo: essere incinta alle volte fa proprio schifo. Non si dorme bene, fa sempre male la schiena, ci si ritrova gambe e mani altrui incastrati nel costato, si vomita, non si fa la cacca oppure se ne fa troppa, i piedi si gonfiano e si devono fare sempre centinaia di esami del sangue. Se a tutto questo vogliamo aggiungere le trovate “da bestemmia” di certe persone che si prendono il diritto di dare consigli non richiesti, ecco che la ricetta dell’omicidio perfetto prende forma con tanto di attenuanti e scarcerazione anticipata per buona condotta. Ma vediamo insieme quali sono le frasi da evitare e gli atteggiamenti da mettere al bando quando la propria amica rimane incinta, così magari evitiamo qualche morto evitabile.

1 – «Sei nervosa lo capisco, gli ormoni»

No. No. No. Praticamente è l’equivalente del «Hai le tue cose?» è la stessa identica cosa. Non vogliamo essere comprese, preferiamo che non ci facciate girare i coglioni. Attribuire tutti i nostri scazzi, i nostri fastidi, il nostro disappunto alla questione ormonale è scorretto e soprattutto è un atteggiamento che mira a screditare una nostra legittima posizione su qualcosa. Liquidare una discussione con un “Sei incinta, sei nervosa” è proprio un comportamento sbagliato. Probabilmente è vero che i nostri modi risentano in modo importante dal nostro flusso ormonale, ma a volte avete torto voi anche se noi siamo incinta o abbiamo le mestruazioni. Altrimenti ci obbligate a nascondere le gravidanza fino al 100000 mese, a non dire apertamente che abbiamo le mestruazioni o a non confessare che stiamo passando un momento difficile in casa. Questo comportamento è da stronzi e non è per niente da amici.

2 – «Sei incinta, non dovresti… »

… fare questo, mangiare quello, andare lì e via dicendo. Esiste una persona che ci aiuta a capire cosa possiamo o non possiamo fare sulla base del nostro stato di salute e questa persona è il nostro ginecologo. Ah e il classico “Lo dico per il tuo bene” ve lo potete tranquillamente tenere tra i denti perché non siete voi che dovete occuparvi del nostro bene, ma è il nostro medico. Fatevelo spiegare con un’immagine, così non mi costringerete ad essere volgare.

3 – «Inutile che fai programmi, poi quando nasce sarà tutto diverso»

Ma se una donna incinta si sente tranquilla cercando di pianificare tutto anche in maniera capillare, perché dovete per forza farle notare che la sua vita da questo momento in poi sarà completamente “impianificabile” e che tutto andrà esattamente all’opposto di come lei vorrebbe? Ma chi vi dà il diritto di essere così maledettamente stronzi? Lo sappiamo benissimo che la nostra vita non sarà più quella di prima e proprio per questo, alcune di noi sentono il bisogno di cercare di dare un senso anche solo teorico ai prossimi mesi a venire. Soprattutto le ragazze che lavorano e che amano il proprio lavoro e che vorrebbero tornare in ufficio il prima possibile: tipo me. Sì, ho scelto una tata, mi sto organizzando per capire come allattare bene, ma non oltre il terzo/quarto mese, abbiamo scelto una programmazione di genitorialità paritaria e intercambiabile in modo tale che Claudio possa sostituirmi in qualsiasi momento e per qualsiasi lasso di tempo. Inutile che mi guardate con quella faccia da “Seh seh poi voglio vedere come ti stacchi dal bambino”, mi fate solo rabbia e mi viene voglia di spaccarvi il cranio contro al muro (rileggete ADESSO il punto uno, subito). Non lo so come farò a tornare a lavoro dopo tre mesi, non so se effettivamente ci riuscirò, ma l’obiettivo è farlo e quindi non accetto che mi veniate a dare i pronostici secondo le vostre altissime esperienze. Se non riuscirò nei miei intenti, amen. Saranno problemi miei, di certo non vostri.

Queste sono le tre cose più brutte che ti senti dire quando sei incinta e nonostante siano “a fin di bene” hanno il grande potere di farti girare il cazzo a livelli folli. Ma ce ne sono molte altre e alcune sono altrettanto fastidiose, le avevo già intercettate nel primo trimestre e ve le avevo proposte in questo articolo. Altre, invece, vanno in parallelo a queste e non si discostano dal concetto già espresso, quindi risulta inutile andare a elencarle.

La cosa importante è che voi non vi dimentichiate di noi. Non serve darci lezioni di vita o consigli medici, serve che siate presenti e che ci ricordiate – di tanto in tanto – che non siamo diventate delle incubatrici organiche prive di identità, abbiamo bisogno che ci diate conferma che nulla di noi è cambiato.

Essere incinta è difficile perché lo so che niente sarà più come prima, so perfettamente che la mia vita non sarà più quella di una volta, so perfettamente che ci sarà un cucciolo d’uomo che dipenderà da me e da Claudio e che ci chiamerà – con estrema fede – mamma e papà. Quello che non so è se riuscirò a tornare a lavoro come vorrei a tre mesi dalla nascita, non so se riuscirò lasciarlo tra le braccia di Tata Camilla per dedicarmi a un’ora di palestra, a una serata con Claudio o a una bevuta con le amiche. Io queste cose le posso solo sperare, posso solo provare a organizzarmi per fare in modo di riuscire quantomeno a tentare. Ho bisogno di credere che tornerò al mio amato lavoro il prima possibile, ho bisogno di credere che dopo 3/4 mesi al massimo riuscirò a concludere l’allattamento, ho bisogno di sapere che quando tutto questo succederà ci saranno lì i miei amici e i miei colleghi ad aspettarmi. Disilludermi con sorrisetti a mezza bocca è da stronzi e lo potete evitare.

Volevo scrivere un articolo divertente, ma questo è uno di quei giorni in cui io non vorrei essere incinta. Vorrei solamente uscire con Claudio, bere fino a sfondarci l’anima per poi tornare a casa limonando come adolescenti sul notturno alle quattro di mattina. Non riesco a non sentire la mancanza di queste cose in virtù del fatto che dentro di me c’è Cotoletta; io amo il nostro bambino, ma amavo anche la mia vita prima che lui prendesse in affitto il mio utero. E mi sento anche in colpa per questa mancanza, però ho scelto di essere onesta e non fingerò d’essere la super mamma che non sono e non sarò mai.

Volevo farvi ridere e invece mi sono solo sfogata un po’, mi dispiace. Spero però di aver aiutato tutte le amiche delle ragazze incinta, così che possano capire in che modo ci si possa rendere utili senza dare l’impressione di voler insegnare qualcosa. Basta una telefonata che inizi con “Hey ciao, oh non puoi capì che m’è successo …” piuttosto che una telefonata che inizi per “Ciao, come va la pancia?”.

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